DIRITTO DELL'AMBIENTE
 
L'art.159 del Decreto Legislato 42/2004 SVILUPPI EVOLUTIVI e PROBLEMATICITA'

Una breve introduzione storica: nel 2004 il governo aveva previsto che fino all'approvazione dei piani del paesaggio a norma dell'art.146 non si applicano le disposizioni del capo IV, ma l'amministrazione competente al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica dà immediata comunicazione alla Soprintendenza delle autorizzazioni rilasciate, trasmettendo la documentazione prodotta dall'interessato nonchè le risultanze degli accertamenti eventualmente esperiti. L'amministrazione competente deve provvedere sulla richiesta entro 60 giorni mentre il Ministero può annullare l'atto entro 60 gg dal ricevimento della documentazione.

Nel 2006 si fanno le prime modifiche D.Lgs 156/2006 si stabilisce che non era più il caso di aspettare che le Regioni si attivassero era meglio dare dei termini perentori: 1 maggio 2008 per l'applicazione capo IV fino a quella data o al tanto sopirato adeguamento dei piani paesaggistici, l'autorità competente avrebbe provveduto secondo lo schema precedente l'autorità competente decide sulla richiesta di autorizzazione entro 60 giorni (escluse proroghe per eventuale integrazione documentale) e alla Soprintendenza (non più Ministero perchè generava confunsione e comministione di competenze) resta il potere di annullamento entro 60 giorni dalla ricezione della documentazione.

A marzo 2008 il legislatore compie il suo capolavoro: D.Lgs 63/2008 che entrerà in vigore il 24 aprile 2008 modifica nuovamente il capo IV e prevede una nuova norma transitoria. Il nuovo 159 è un autentico prodigio intellettuale in cui tutti si danno da fare per ingarbugliarlo, ma di dimenticano del significato dell'articolo: normare la situazione transitoria. La disciplina del Capo IV viene nuovamente riscritta e sarà applicata anche a quei provvedimenti che alla data del 31.12.2008 non saranno conclusi con l'emanazione della relativa autorizzazione approvazione. Resta salvo, in via transitoria, il potere del soprintendente di annullare, entro il termine di 60 giorni dalla ricezione dei relativi atti le autorizzazioni emanate prima della data di entrata in vigore delle presenti disposizioni (24 aprile 2008). Il legislatore si è dimenticato di normare un piccolo aspetto questa norma transitoria non istituisce una disciplina transitoria per quei provvedimenti che si concludono tra il 24 aprile 2008 e il 31 dicembre 2008, che fare?

DUE TIPOLOGIE DI CASI

- procedimento iniziato prima del 24 aprile 2008 e non concluso prima della data di entrata in vigore delle nuove disposizioni

- procedimento iniziato e concluso tra il 24 aprile 2008 e il 3 agosto 2008 (entrata in vigore della legge 129/2008 che proverà a sistemare il sistemabile)

In entrabi i casi si applica il principio del TEMPUS REGIT ACTUM: un atto è approvato in base alla normativa vigente al momento della sua approvazione. L'articolo 159 vigente al momento di approvazione dell'atto non disciplinava una situazione transitoria quindi bisogna ritenere immediatamente applicabili le norme ex capo IV: ciò deriverebbe anche dal fatto che il Soprintendente estromesso dalla sua prerogativa esoprocedimentale ossia annullare l'autorizzazione una volta che è stata approvata, deve partecipare al procedimento autorizzativo così come previsto dall'art.146 comma 5 con parere obbligatorio e vincolante. In caso contrario applicherei le norme ex 159 previgente (quello modificato dal D.Lgs 156/2006), norme abrogate espressamente!

Il segretario generale la pensa diversamente e con circolare 125/2008 dice che il nuovo capo IV sarà applicabile dal 2009, fino al 2009 bisogna resuscitare quanto previsto dal 159 (modificato dal D.Lgs 156/2006) che io ritenevo abrogate, in realtà erano solo agonizzanti??!!

Il 3 agosto 2008 il legislatore interviene nuovamente l.129/2008 recante disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonchè in materia fiscale e di proroga dei termini. Ovviamente il D.L. non conteneneva norme riguardanti l'art. 159, ma vengono inserite con la legge di conversione. Si modifica nuovamente l'art. 159 e si introduce (dopo tre mesi circa) una disciplina transitoria fino al 31 dicembre 2008, riesumando l'autorizzazione da parte dell'autorità competente entro 60 giorni dalla richiesta e il potere di annullamento della Soprintendenza entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione delle autorizzazioni rilasciate dall'autorità competente.

Ma vi è di più: la norma disciplina anche per il passato!? Fa salvi gli atti, anche endoprocedimentali, e i provvedimenti adottati dal 24 aprile 2008 al 3 dicembre 2008 in applicazione du un art. 159 abrogato (ossia quello 156/2006). In pratica cerca di sanare ex post un provvedimento emanato in base ad una norma che non esisteva. La soprintendenza non aveva il potere di annullare i provvedimenti autorizzativi emessi dal 24 aprile al 3 agosto allora il legislatore stabilisce che se non l'ha fatto perchè pensava di non averne il potere può sempre annullare l'atto entro 30 giorni dal 3 agosto (ossia entro il 3 settembre). Il legislatore può disporre deroghe al principio di irretroattività sulla base di un fondamento razionale, in presenza di una effettiva causa giustificatrice, ciò induce ad assogettare la legge retrattiva ad un sindacato di costituzionalità praticolarmente rigoroso in relazione al principio di eguaglianza e di ragionevolezza secondo il quale occorre esaminare prima di tutto se l'effetto retroattivo sia giustificato dallo scopo che la norma persegue. L'intervento legisaltivo retroattivo opera sul piano delle fonti, ossia non incide sulla potestà di giudicare e sull'ambito riservato alla funzione giurisdizionale. Una normativa di sanatoria potrebbe risultare giustificata dalla esigenza di consolidare posizioni acquisite o risalenti nel tempo, viziate sotto profili esclusivamente formali.

Vedremo che ne penserà la giurisprudenza.

 

 

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